pap test

Che cos'è il pap test?

Si tratta di un esame molto semplice con cui, nel corso di una normale visita gine- cologica, si raccolgono con una spatolina le secre- zioni normalmente presenti sul collo dell’utero. Questo materiale contiene moltissime cellule che si distaccano spontaneamente   dalla    superficie del collo dell’utero: se si striscia il materiale su di un vetrino, lo si colora e lo si osserva al microscopio le cellule provenienti dal collo dell’utero possono essere osservate e studiate. La struttura di tali cellule ci informa sullo stato di salute del collo dell’utero.

PERCHE’ FARE IL PAP TEST?

Il  collo dell’utero è, per molti motivi, assai delicato; esso risiede in fondo alla vagina, sede frequente di fatti infiammatori; con il parto è esposto a sollecitazioni meccaniche che possono comportare lacerazioni e cicatrici del tessuto; infine la parte esterna e quella interna del collo uterino sono ricoperte da tessuti di diversa natura e la zona di passaggio tra  due tessuti diversi e   contigui  rappresenta   sempre  un’area  turbolenta,  più facilmente sottoposta a processi patologici. In pratica il collo dell’utero è una delle sedi preferenziali per lo sviluppo   di   patologie   non   solo   infiammatorie   ma  anche tumorali  ed il  Pap test, esaminando le cellule di questa zona, ci può informare sulla presenza di tali patologie. Non solo, ma poiché un tumore non inizia improvvisamente e le cellule, prima di diventare tumorali maligne, passano attraverso fasi intermedie dette di displasia, il Pap test riconosce queste displasie permettendoci di scoprire situazioni patologiche pre-tumorali, perfettamente curabili.

Il Pap test è dunque uno dei pochissimi esami esistenti in grado di fornire una vera prevenzione nei confronti di un tumore, il cancro del collo dell’utero, che in passato - in era pre-Pap  - costituiva una frequente causa di morte della donna.

L'HPV o VIRUS UMANO DEL PAPILLOMA

L’HPV è un virus, anzi una famiglia di virus, che predilige l’ambiente genitale per vivere, svilupparsi e svolgere eventualmente la sua attività patogena.  Come molti altri virus è in grado di sopravvivere nei tessuti in cui risiede in quanto in grado di  indurre una riduzione delle difese immunitarie dell’organismo. In tal modo risiede a lungo nei tessuti prescelti ed è in grado di provocare lesioni in tali tessuti. La grande famiglia dell’HPV è costituita da un centinaio di ceppi – “tipi” – diversi: alcuni prediligono i genitali esterni ove provocano i cosiddetti conditomi acuminati, altri l’ambiente vaginale dove provocano conditomi piani, altri infine il collo dell’utero, sia sulla superficie esterna – “portio” -  che nel canale cervicale. In tutte queste localizzazioni il papilloma virus è in grado di alterare le cellule normali inducendo in esse una modalità di crescita abnorme, invasiva, tipica delle degenerazioni neoplastiche: VIN (vulvar intraepitelial neoplasia) nella vulva, VAIN (vaginal epitelian neoplasia) nelle pareti vaginali, CIN (cervical intraepitelial neoplasia) nel collo dell’utero. I vari tipi di HPV hanno differente aggressività e vengono quindi catalogati come ad alto (10 ceppi), a medio o a basso rischio ove il rischio si riferisce alla probabilità che la presenza del virus produca nel tessuto lesioni evolutive in senso tumorale.

La presenza di questi virus può essere riconosciuta o in base all’osservazione delle lesioni caratteristiche presenti nell’ambiente genitale o in seguito al riconoscimento nel Pap test di alterazioni cellulari tipiche del papilloma virus. In entrambi questi casi una diagnosi esatta viene poi fatta mediante la ricerca e il riconoscimento del DNA specifico virale e con la sua tipizzazione (cioè identificazione del tipo e quantificazione del rischio), esame che può essere fatta sia sul Pap test direttamente che su altri tipi di prelievo.

La presenza a livello del collo dell’utero di ceppi di HPV ad alto rischio è stata messa in relazione con la possibile comparsa di carcinomi in tale sede e quindi l’HPV viene considerato oggi uno dei maggiori responsabili di questa patologia. La trasmissione dell’HPV avviene per contatto sessuale.

Nel corso del 2007 è stato messo in commercio un vaccino anti-HPV.  A. Tale vaccino è attivo solo su 4 ceppi di HPV e solo su 2 dei ceppi ad alto rischio. B. La durata dell’efficacia del vaccino è prevista per soli 5 anni. C. Il costo del vaccino è elevato (3 somministrazioni per un totale di circa 600 €). D. Sono segnalati diversi casi di reazioni avverse, anche gravi, soprattutto in soggetti allergici.  E’ possibile ritenere che il vaccino possa svolgere una prevenzione parziale e temporanea nei confronti di uno dei possibili agenti responsabili di patologie anche gravi, tumorali, dell’ambiente genitale. Come tale il responsabile dello Studio Associato ritiene al momento (gennaio 2008) che il vaccino sia indicato A. in pazienti che non abbiano ancora iniziato una attività sessuale ma che abbiano in previsione un prossimo inizio di tale attività; B. in pazienti che, pur avendo già avuto rapporti, non abbiano ancora sviluppato una reazione immunitaria nei confronti dell’HPV e che non siano portatrici dell’HPV (opportuno fare un Pap test con ricerca del DNA virale ed una ricerca di anticorpi anti-HPV); C. in pazienti che non abbiano manifestato reazioni allergiche.

FACILITA’ DI ESECUZIONE DEL PAP TEST

Il Pap test (si chiama così dal nome del medico che l’ha inventato, Papanicolau) è un esame semplice in tutti i sensi. E’ facile da raccogliere; un ginecologo o un’ostetrica lo possono prelevare agevolmente; è facile da effettuare; non provoca alcun dolore; è poco costoso; può essere ripetuto tutte le volte che è necessario; presso le strutture sanitarie di base e presso i consultori in particolare può essere addirittura effettuato gratuitamente; il vetrino, una volta fissato e colorato, resta disponibile per la lettura per un tempo indefinito: in caso di dubbio può essere esaminato da diversi specialisti. Insomma questo test ha tutti i requisiti per essere ampiamente utilizzato su tutta la popolazione per la prevenzione e lo screening del cancro del  collo dell’utero.

QUANDO E OGNI QUANTO E’ GIUSTO FARLO?

Le patologie del collo dell’utero, siano esse infiammatorie o tumorali, sono tipiche dell’età fertile. Le lesioni pretumorali della portio (parte superficiale esterna del collo dell’utero), che abbiamo chiamato displasie e che oggi vengono definite CIN (Cervical Intraepitelial Neoplasia cioè lesione tumorale limitata allo strato più superficiale della portio), si osservano nel 6-8% delle Pazienti in età fertile e lesioni meno gravi ma che possono evolvere in CIN interessano circa il 30% della stessa popolazione.

Il Pap test interessa quindi  tutte le Pazienti, a partire dall’età fertile: si consiglia solitamente di iniziare il test con l’inizio dei rapporti sessuali.

Il Pap  fornisce un’informazione della situazione del collo dell’utero relativa al momento del prelievo: ci dice se le cellule sono – in quel momento – normali o potenzialmente pericolose (CIN o displasia) o francamente patologiche (CTM, cellule tumorali maligne). Poiché partendo da una situazione di normalità occorrrono molti mesi (mediamente da 40 a 50) perchè si determini una lesione tumorale, possiamo ritenere che una risposta completamente normale e stabile del Pap ci garantisca una non comparsa di tumore per i successivi 20-30 mesi. Una Paziente che per due volte consecutive presenta un Pap test normale dovrebbe essere garantita per i due anni successivi all’ultimo test, probabilmente anche per tre. Da queste considerazioni deriva il ritmo di ripetizione del Pap, che dovrebbe essere biennale in caso di normalità,  annuale in presenza di patologie non allarmanti, semestrale o trimestrale in caso di allarme. In presenza di riscontri d’allarme naturalmente il Vostro ginecologo vi indicherà gli approfondimenti diagnostici e gli eventuali trattamenti terapeutici da eseguire.

 LIMITI DEL METODO

ATTENZIONE: il Pap test, pur essendo un ottimo esame, non è in grado di prevedere tutto. Molto spesso alcune Pazienti ritengono che avendo effettuato il Pap siano al sicuro da qualsiasi patologia ginecologica e non effettuano altri controlli. La capacità diagnostica del test si limita al settore da cui si effettua il prelievo, cioè al collo dell’utero, sia la sua parte esterna, portio,sia la sua parte interna, canale cervicale. Il Pap test non è in grado di fornire informazioni relative né alle pareti del corpo dell’utero, né all’endometrio (tessuto che tapezza le pareti interne della cavità del corpo uterino), né alle tube, né alle ovaie. In presenza di patologie, anche tumorali, del corpo dell’utero, delle ovaie o delle tube il Pap test può risultare del tutto normale.